La scienza degli X-Men – Speciale Lucca Comics&Games 2018

La pelle impenetrabile di Colossus

Lucca Comics and Games in qualche modo influenza tutti i lucchesi, anche quelli che come noi non sono grandi appassionati di fumetti e manga. Forse per via di questo richiamo della nostra terra natia, ci sembrava quasi doveroso portare alla luce i numerosi legami tra scienza e fumetti.
Un fisico irlandese (Barry Fitzgerald) si è proposto di analizzare la scienza alla base dei supereroi e nell’articolo di oggi ci parla di Colosso, un membro degli X-Men, che ha il potere di rendere la sua pelle dura ed imperforabile quando lo desidera.
Avere una pelle d’acciaio comporta svariati problemi biologici. Vediamone alcuni!

Termoregolazione. il nostro corpo fa di tutto per mantenersi ad una temperatura costante intorno ai 37°C. Per questo quando è caldo sudiamo per raffreddarci.
Quando Colosso durante un combattimento decide di mettere su la pelle d’acciaio, le sue ghiandole sudoripare saranno probabilmente bloccate. Eppure nelle lotte il nostro eroe si muove un sacco e verosimilmente genera tantissimo calore. Come può allora evitare di auto-bollirsi? L’ipotesi più probabile è che la sua pelle non sia fatta di acciaio, ma di grafene, un materiale a base di carbonio che è più fine della carta ma più resistente del diamante.
Si può dunque ipotizzare che il gene-X (X nel senso di sconosciuto, come in X-Men) di Colossus codifichi per un bio-grafene, dove con bio- si intende una sostanza prodotta dal corpo umano che ha quindi le caratteristiche di altre proteine del nostro corpo come per esempio la capacità di autoassemblarsi in strutture complesse.
È quanto succede alla clatrina, che tra l’altro ha una struttura molto simile al grafene:

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Trasporto. Non basta produrre il bio-grafene, bisogna anche che la proteina arrivi nel posto giusto, ovvero sullo strato più esterno della pelle. Il dott. Fitzgerald propone un trasporto nel sangue e parla quindi di tutte le possibili conseguenze nefaste come aumento della viscosità del sangue, sovraccarico di lavoro per il cuore, ecc ecc. Noi proponiamo un modello più semplice dove il bio-grafene è prodotto in loco dai fibroblasti, le cellule specializzate nella produzione del collagene che compone la nostra pelle (altra proteina che si autoassembla). I fibroblasti di Colosso potrebbero essere portatori del gene-X del bio-grafene e, quando il gene si attiva, i fibroblasti della pelle di Colossus potrebbero passare dal produrre collagene al produrre bio-grafene. I fibroblasti infatti sono già nel posto giusto per poter riparare eventuali danni producendo collagene, perciò la nostra soluzione ci pare più semplice, ma essendo il dott. Fitzgerald un fisico e non un biologo gli perdoniamo questa svista 🙂
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Come magari qualcuno avrà intuito, il dott. Fitzgerald usa i supereroi come pretesto per insegnare la scienza ai ragazzi. Nel suo articolo parla di molti altri aspetti del corpo umano, ma non volevamo togliervi tutta la sorpresa!


Ecco qui il link alla ricerca originale: https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/30192188

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